SPRECHI ALIMENTARI E SUPPORTO DELLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO

Il 5 febbraio 2020 ricorre la settima “Giornata internazionale di prevenzione dello spreco alimentare”.

Lo spreco domestico – secondo l’analisi compiuta per il 2018 da “Diari di Famiglia progetto Reduce” – vale fra il 75 e l’80% della filiera complessiva, che comprende lo spreco nei campi (7,8%), nell’industria (6,5%), nella distribuzione (7,4%) per un totale di 15 miliardi che equivale allo 0,86% del Pil del 2018.

Il fine di questa campagna è quello di coinvolgere il maggior numero di persone possibili informandole in primo luogo sulla problematica sprechi e lanciando poi la sfida ad agire personalmente per dare atto al cambiamento, anche e soprattutto nel proprio piccolo.

Solo in Italia lo smaltimento dei rifiuti impropri (sprechi) produce 9,5 milioni di tonnellate CO2 e impoverisce 7920 ettari di terreno, consuma inoltre 105 milioni di metri cubo d’acqua. Ogni tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di CO2, in un anno se ne generano quindi oltre 8 milioni. Senza sprechi nel nostro Paese le emissioni CO2 potrebbero calare del 15% (Libro Nero degli Sprechi).

Inoltre, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 870 milioni di persone (in pratica 1 persona su 8) non mangiano a sufficienza per poter essere considerate in stato di buona salute. Si tratta di un dato inaccettabile se si considerano i progressi tecnologici e l’attuale capacità produttiva dell’agricoltura industriale. Se si valuta poi che circa un terzo della produzione alimentare mondiale finisce in pattume, appare evidente che una forte riduzione degli sprechi e un’attenta politica di riallocazione delle risorse alimentari disponibili potrebbero ridimensionare drasticamente il problema della fame nel mondo.

E’ fondamentale trasformare lo scarto alimentare in risorsa per aiutare tutte le persone che vivono in condizioni di povertà.

In Trentino operano realtà importanti che offrono sostegno alimentare e supporto alle persone in difficoltà quali ad esempio Trentino Solidale e Banco Alimentare e che aiutando i più fragili tutelano, al contempo, l’ambiente. Un impegno importante che ha bisogno del massimo sostegno e di aiuti concreti.

Nel marzo scorso ho presentato sul tema una interrogazione che ad oggi non ha ricevuto risposta.

La Provincia autonoma di Trento nel 2017 ha approvato la Legge provinciale n. 10 “Riduzione degli sprechi, recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari e dei prodotti farmaceutici e modifiche di leggi provinciali connesse”.

La legge consente una più agevole attuazione della Legge nazionale Gadda attraverso il coinvolgimento degli attori locali e lo stanziamento di risorse aggiuntive rispetto a quanto già previsto dalla legge nazionale.

L’articolo 5 della legge prevede che i contributi alle organizzazioni di volontariato per il recupero e la distribuzione delle eccedenze a copertura delle spese di funzionamento previste dall’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge provinciale sul volontariato 1992 possono essere concessi fino a totale copertura delle spese ammesse sostenute per il recupero e la distribuzione delle eccedenze e comprendono in particolare:

a) i costi di gestione relativi alla raccolta, alla conservazione e alla distribuzione delle eccedenze a beneficio delle persone indigenti;

b) i costi derivanti dall’utilizzazione degli immobili nei quali è svolta l’attività di raccolta, di conservazione o di distribuzione delle eccedenze, tra i quali i costi per sostenere i canoni di locazione e le spese di manutenzione ordinaria;

c) i costi per l’utilizzo e per la manutenzione dei mezzi di trasporto e delle attrezzature tecniche necessarie all’attività di raccolta e di distribuzione delle eccedenze;

d) i costi derivanti dall’informatizzazione delle attività di recupero e di distribuzione delle eccedenze.

L’articolo 12 della legge 10/2017 prevede che decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge stessa si proceda al controllo sulla sua attuazione, ai sensi e secondo le modalità previste dalla legge provinciale 28 marzo 2013, n. 5 (Controllo sull’attuazione delle leggi provinciali e valutazione degli effetti delle politiche pubbliche. Modificazioni e razionalizzazione delle leggi provinciali che prevedono obblighi in materia).

Ora i 3 anni sono quasi passati ma forse l’applicazione della legge non è stata ottimale.

Infatti la stampa locale riporta di un incontro tra i dirigenti del Banco alimentare del Trentino Alto Adige Onlus e il presidente del Consiglio provinciale. I dirigenti hanno lamentato un grosso problema di costi di gestione e di trasporto, tanto che i conti dell’associazione sono in rosso. La loro attività di recupero delle eccedenze alimentare e la relativa redistribuzione, è un servizio irrinunciabile, avviato nel 2003, che solo nel 2019 ha totalizzato 780 tonnellate di cibo giunte nelle mani dei più bisognosi. Un servizio che garantisce oltre che il sostentamento alle persone in difficoltà anche la creazione di una rete di rapporti umani di grande valore.

Visto l’importanza della tematica si interroga il presidente della Provincia di Trento per sapere:

  • con quali iniziative si è data attuazione alla legge provinciale n. 10 del 2017, che prevede massimo sostegno al sistema di raccolta e ridistribuzione del cibo eccedente;
  • considerato che a breve scadranno i tre anni dalla entrata in vigore della legge n. 10 del 2017 e che l’articolo 12 della stessa prevede una clausola valutativa sulla sua applicazione, quali sono i risultati sino ad ora raggiunti e quali azioni si intendano mettere in campo per dare piena efficacia alla legge;
  • considerato che il Tavolo per il coordinamento delle politiche di riduzione degli sprechi e di distribuzione delle eccedenze è nominato dalla Giunta provinciale per la durata della legislatura, si chiede se l’attuale Giunta abbia provveduto alla nomina come previsto dall’articolo 4 della legge 10 del 2017;
  • se sono state promosse campagne informative e di sensibilizzazione della cittadinanza e percorsi educativi anche nelle scuole per il consumo responsabile e lo sviluppo di comportamenti solidali e di responsabilità civile funzionali alla riduzione degli sprechi e al recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari;
  • se sono stati promossi progetti indirizzati al recupero delle eccedenze dei prodotti farmaceutici da banco e dei farmaci soggetti a prescrizione medica.

Cons. Lucia Coppola