INFERMIERI TUTTOFARE

La Giunta procede a colpi di slogan e imbroglia i cittadini

In alcuni territori mancano servizi sanitari di prossimità che possano rispondere adeguatamente alle cittadine e ai cittadini. Questo è un fatto, serio e a cui dare risposte concrete e, allo stesso tempo, realizzabili e sostenibili.

L’ assessora si è limitata alla “sparata” ad effetto: infermieri “tuttofare” al vostro servizio.

Gli infermieri non sono medici e questo significa che non possono fare diagnosi e, banalmente, scrivere ricette.

Gli infermieri sono già in numero ridotto nelle strutture  esistenti, soprattutto nelle Rsa che, secondo l’assessora, dovrebbero diventare sedi ambulatoriali per tutti i cittadini e dove mancano anche Oss a supporto dell’assistenza agli anziani.

L’assessora, senza confrontarsi con l’Ordine degli infermieri, che già da tempo denuncia difficoltà e la necessità di nuove risorse professionali e con i sindacati che chiedono da tempo un incontro, pensa di risolvere il problema utilizzando proprio quegli infermieri e quelle Rsa che già si trovano in difficoltà a gestire l’ordinario.

Un duplice danno: non fornire alcun utile servizio ai cittadini e gravare su strutture e professionisti già in difficoltà di organico.

Per problemi seri chiediamo risposte serie ed efficaci.

A questo proposito, in data odierna, presenteremo un’interrogazione con la quale chiediamo all’assessora Segnana:

  1. quali siano le motivazioni per le quali non siano stati coinvolti l’Ordine professionale degli infermieri, le strutture competenti e le parti sociali;
  2. se non ritenga opportuno sospendere ogni decisione in attesa di un confronto necessario e non prorogabile;
  3. come si inseriscono decisioni di questo tipo all’interno del nuovo piano sanitario che è stato più volte differito e che forse vedrà la luce nella prossima estate.