LAGO DI CAVEDINE

CRITICITA’ DEI LAVORI SULLA SPONDA OVEST

Sulla sponda ovest del lago di Cavedine sono in corso dei lavori di intervento rientranti nel “Progetto esecutivo per il recupero e la sistemazione del sentiero Antincendio “lago di Cavedine”, a cura del Servizio foreste e fauna della Provincia di Trento, Ufficio Distrettuale Forestale di Rovereto e Riva del Garda.

L’intervento, che riguarda un tracciato di circa 1.040 metri, prevede l’allargamento del sentiero che collega la strada forestale Gaggio 2 con la parte nord e con la pista ciclabile.

Riporto di seguito alcuni passi della lettera con la quale Italia Nostra ha evidenziato alla Provincia le criticità degli interventi in atto chiedendo una modifica dell’intervento. Questa lettera segue a distanza di tre mesi una richiesta di informazioni, firmata anche da altre associazioni ambientaliste, rivolta al Comune di Dro e alla Provincia.

Nella lettera dell’8 luglio si legge testualmente: “se lo scopo di tutto questo è quello di creare, con la scusa del sentiero antincendio, un percorso ciclo-pedonale attorno a tutto il lago, facciamo presente che sul Gaggio ci sono da tempo, sia per i pedoni che per le biciclette, numerosi sentieri da utilizzare e pertanto questa costa dovrebbe essere lasciata nella sua integrità, La salvaguardia della vegetazione spondale è molto importante per la stabilità delle coste, per la creazione di piccoli habitat e per l’azione di autodepurazione delle acque. Forse in questi tratti, non tagliando un pendio boscato, perde anche la sua caratterizzazione di “tagliafuoco” (ha il lago su un lato) e lo sarebbe maggiormente spostandosi il più possibile all’interno e quindi allontanandosi dalla sponda”.

Dalla risposta del dirigente del Servizio Foreste e fauna si evince che l’opera viene realizzata “con particolare attenzione e cura per il fatto che si trova in un’area paesaggisticamente sensibile e importante dal punto di vista turistico. Si è comunque consapevoli che la fase operativa possa causare delle “interferenze” ambientali, talora anche significative ma che, come in ogni intervento in ambiente naturale, si ritiene che al termine dei lavori l’impatto paesaggistico risulterà decisamente mitigato”.

Il Sindaco di Dro ha risposto che “l’Amministrazione si è attivata presso la Comunità di Valle chiedendo esplicitamente che la previsione di pista ciclopedonale, erroneamente inserita nel Piano stralcio mobilità, fosse rettificata e il tracciato lungo la sponda ovest del lago di Cavedine fosse stralciato dalle previsioni pianificatorie dello strumento urbanistico”

Queste dichiarazioni confermano le criticità del progetto. Italia Nostra sostiene che il sentiero snaturerà una parte pregevolissima e delicata, caratterizzata in buona parte da un bosco di leccio nel quale si snoda un sentiero di ridottissime dimensioni che corre vicino al lago in zone di riposo e riparo per molti acquatici.

L’allargamento comporterà taglio di piante, modifica del pendio, costruzione di muretti di sostegno a monte, gabbionate nei punti critici di percorso sulle rive.

La preoccupazione delle Associazioni ambientaliste è che chiunque, una volta terminati i lavori, potrà percorrere l’intera sponda ovest e quindi, anche se non è prevista una pista ciclopedonale il passaggio di escursionisti e ciclisti non potrà essere impedito. Sarebbe da evitare la chiusura dell’anello e il suo collegamento con la pista ciclopedonale. A tutto vantaggio del bosco e del paesaggio che si vuole assolutamente tutelare.

Ciò premesso si interroga il presidente della Giunta provinciale per sapere:

se intenda prendere in considerazione le criticità sollevate da Italia Nostra e da altre associazioni ambientaliste e valutare se sospendere l’attuale progetto e considerare una variante che, fatte salve le esigenze relative al servizio antincendio, rispetti e tuteli quel tratto di bosco.

LUCIA COPPOLA

PAOLO GHEZZI

consiglieri provinciali FUTURA