OLIMPIADI 2026

Il Trentino ha già perso?


Premesso che:

ieri, 27 agosto 2019, si è tenuta a Milano la prima riunione per le Olimpiadi di Milano Cortina del 2026, alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Veneto, il presidente della Regione Lombardia, il sindaco di Milano, il sindaco di Cortina, rappresentanti del Coni e del ministero. Un incontro fondamentale, quello che ha avuto luogo ieri, che ha definito l’assetto giuridico dell’ente olimpico (sarà istituita una fondazione) e della governance, che prevede la presenza di tre organismi: il comitato organizzatore, che è l’organismo responsabile della pianificazione e della realizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici; il consiglio olimpico (costituito da rappresentanti del Governo italiano, i sindaci di Milano e Cortina, i presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto, i presidenti del comitato organizzatore, del CONI e del CIP), a cui spetta la supervisione sui Giochi e il controllo sull’agenzia olimpica di progettazione, preposta alla realizzazione dell’infrastruttura dei giochi, che sarà istituita da un’apposita legge olimpica;

nella riunione di ieri non era presente alcun rappresentante della Provincia di Trento all’incontro che si è tenuto a Milano, né è stato previsto il coinvolgimento delle province autonome negli organismi decisionali;

non solo nella riunione di ieri ma in tutto il procedimento che ha finora riguardato le Olimpiadi Milano Cortina del 2026, del Trentino (così come dell’Alto-Adige / Südtirol) non c’è traccia: non c’è il nome “Dolomiti” nella dicitura ufficiale, che avrebbe potuto richiamare quanto il patrimonio dell’umanità presente nel nostro territorio può offrire dal punto di vista turistico e dell’immagine;

eppure, la legge di assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento ha già autorizzato la spesa di 1.114.000 euro per l’esercizio 2021 e fino all’esercizio 2030 sull’unità di voto 18.01 (Relazioni finanziarie con le altre autonomie territoriali), per il “finanziamento delle strutture sportive e di altre opere attrezzature e impianti di competenza dei Comuni connessi allo svolgimento delle Olimpiadi invernali 2026”;

è quindi necessario fare chiarezza, in quanto sono state stanziate cifre importanti da parte della Provincia, su quale sia il ruolo del Trentino nell’importante partita di Milano Cortina 2026 e su come la Giunta provinciale intenda affrontare l’impegno olimpico dal punto di vista comunicativo e organizzativo;

«la Provincia autonoma di Trento ha condiviso pienamente la volontà più volte espressa dall’Amministrazione veneta di declinare la candidatura in parola a livello di “sistema territoriale dolomitico” in virtù della sua eccezionalità geologica e geomorfologicopaesaggistica» (delibera della Giunta provinciale 2413 del 21 dicembre 2018) eppure di “sistema territoriale dolomitico”, ricomprendente Trento e Bolzano, al momento non si vede l’ombra;

sembra che l’intenzione della Giunta sia quella di recepire, passivamente e ancora una volta, quanto viene deciso al di fuori dal Trentino, in questo caso dal Veneto e dalla Lombardia;

SI INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

E L’ASSESSORE ALL’ARTIGIANATO, COMMERCIO,

PROMOZIONE, SPORT E TURISMO

PER SAPERE:

  1. quali strutture sportive e altre opere, attrezzature e impianti saranno finanziati con i 1.114.000 euro per l’esercizio 2021 e fino all’esercizio 2030 già stanziati dalla legge di assestamento del bilancio di previsione della Provincia per gli esercizi finanziari 2019 – 2021;
  2. quale ruolo avrà il Trentino nell’organizzazione degli eventi olimpici del 2026 che si terranno nel territorio provinciale;
  3. quali campagne di comunicazione saranno intraprese al fine di promuovere il Trentino come sede olimpica;
  4. come mai non è stato dato seguito alla mozione n. 3/XVI, approvata all’unanimità, che richiedeva di valutare l’importanza e così di attivarsi affinché la dicitura “Dolomiti”, fosse aggiunta alla candidatura presentata solo con il nome di Milano e Cortina.