ATTENZIONE AL LATTE CRUDO

La cons. Lucia Coppola chiede verifiche puntuali sui prodotti caseari realizzati con latte crudo

Latte crudo

Alcuni caseifici trentini fanno uso di latte crudo non pastorizzato per la produzione di formaggio. In Italia e anche in Trentino si sono verificati casi di SEU (sindrome emolitico-uremica) riconducibili all’uso di formaggi prodotti con latte crudo; in Francia l’autorità sanitaria ha sconsigliato il consumo di formaggi prodotti con latte crudo ai bambini di età inferiore ai quattro anni, alle donne incinte e alle persone immunodepresse; pur tenendo conto di studi recenti – ho visto l’interessante ricerca della Fondazione Mach – che hanno evidenziato effetti positivi sulla salute di determinati elementi presenti nel latte crudo, non si possono ignorare possibili effetti negativi per la salute, specialmente per le fasce più a rischio della popolazione. Ho interrogato il Presidente della Provincia per sapere quali tipi di controlli vengono effettuati sui prodotti caseari trentini realizzati con latte crudo e con quale frequenza».

L’assessore Segnana ha risposto che il personale veterinario e tecnico dell’Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria svolge l’attività di controllo ufficiale in conformità al Regolamento n. 882/2004-CE relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e il benessere degli animali. Detto Regolamento impone, tra l’altro, che i controlli ufficiali siano eseguiti periodicamente in base a una valutazione dei rischi e con una frequenza appropriata. La valutazione dei rischi è affidata a un algoritmo che consente di classificare le imprese alimentari come segue: ad alto rischio, a medio rischio, a basso rischio. I compiti correlati ai controlli ufficiali finalizzati ad accertare che gli operatori del settore alimentare ottemperino alle norme sull’igiene dei prodotti alimentari, ivi inclusi quelli sui prodotti caseari e realizzati con latte crudo, sono eseguiti in generale usando metodi e tecniche di controllo appropriati quali: monitoraggio, sorveglianza, ispezioni e verifiche, audit, nonché campionamento e analisi matrici alimentari per la ricerca di agenti patogeni. Considerati i rischi associati al consumo di latte crudo, in particolare quello legato all’eventuale presenza di escherichia coli produttore di Shiga-Tossina (STEC), responsabile della sindrome emolitica-uremica (SEU), l’Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria ha inserito, da alcuni anni, nella propria programmazione delle attività straordinarie dedicate a questi patogeni, finalizzate a: monitorare la diffusione di escherichia coli produttore di Shiga-Tossina nelle imprese alimentari trentine e a tal proposito, a partire dal 2017, ogni anno viene eseguita la ricerca di tali patogeni in venti caseifici aziendali, allevatori che trasformano la propria produzione, ai quali, a partire da quest’anno, si sono aggiunti quattordici caseifici riconosciuti, cioè stabilimenti che cedono i propri prodotti ad altri soggetti che commercializzano al dettaglio, che non effettuano il trattamento termico preventivo del latte; migliorare la conoscenza di detti patogeni da parte degli operatori e in tal senso, a partire dal 2016, sono organizzati degli incontri sul territorio, finalizzati a migliorare la conoscenza degli STEC da parte dei produttori, con particolare attenzione nei confronti delle cosiddette “fattorie didattiche”, strutture cui hanno accesso visitatori esterni (spesso bambini). La formazione degli addetti è supportata dalla distribuzione di una pubblicazione in forma di opuscolo divulgativo. Intensificare le misure di prevenzione in fase di trasformazione del latte: al riguardo sono state impartire ulteriori disposizioni al personale veterinario tecnico, che esegue i controlli ufficiali tramite istruzioni operative che prevedono di verificare che il produttore abbia adottato misure di prevenzione nei confronti degli STEC, che le misure adottate siano efficaci ed applicate e il produttore porti il consumatore a conoscenza del fatto che sta acquistando un prodotto ottenuto da latte crudo, sconsigliato ai bambini e alle persone debilitate.

Terremo alta l’attenzione su un tema importante per la salute in particolare di bambini e fasce più deboli della popolazione.