SANITA’ PUBBLICA SULL’ORLO DEL BARATRO

12 domande all’assessore Segnana

Sanità trentina


L’assessora Segnana ha chiesto al direttore generale dell’Apss un piano di efficientamento che porti nel giro di quattro anni a ridurre di 120 milioni di euro la spesa per la sanità pubblica.

La popolazione trentina sta sempre più invecchiando e aumenta la necessità di interventi sanitari e di welfare: due settori strategici che ora sono a rischio a seguito della riduzione delle risorse di bilancio ma anche di una politica scellerata. Le promesse elettorali che hanno giocato sulla emotività degli elettori ora si scontrano con la realtà della riduzione delle risorse. Forse non è troppo tardi, quello che è in gioco non sono le percentuali di consenso ma il futuro della sanità trentina e di tutti i cittadini il cui diritto alla salute è messo pesantemente in discussione.

Con una interrogazione le abbiamo chiesto:

  • se sia nelle sue intenzioni avviare delle trattative con il governo nazionale per cercare di ridefinire l’entità delle risorse a sostegno della sanità trentina;
  • se abbia intenzione di convocare gli stati generali della sanità per discutere in modo approfondito delle priorità della sanità trentina;
  • come intenda affrontare il problema del sottodimensionamento del personale medico e infermieristico rispetto ai bisogni della popolazione;
  • se non ritenga che eventuali ridimensionamenti del personale medico e infermieristico rappresentino una scelta gravissima, se si considera l’attuale carenza di personale medico e infermieristico e le conseguenti gravi ricadute sulla sicurezza e la qualità delle prestazioni ai malati;
  • se non ritenga che la rotazione del personale medico sul territorio causerà ulteriori fughe dalla sanità trentina e sempre meno medici parteciperanno ai concorsi presso i nostri ospedali;
  • se corrisponda al vero che intenda prendere in considerazione la sostituzione dei farmaci oncologici originali con quelli generici;
  • se ritenga che la riduzione delle risorse a disposizione influiranno sulle promesse riduzioni dei tempi di attesa per le visite mediche e per gli accessi al Pronto soccorso che necessitano, per essere contenuti, di un potenziamento del personale medico e infermieristico;
  • come intenda conciliare la razionalizzazione della spesa sanitaria con la decisione di investire risorse per la riapertura dei punti nascita periferici e il potenziamento degli ospedali periferici;
  • i risultati del tavolo di lavoro istituito a marzo con il compito di valutare costi e benefici per la costituzione di un’Unità Operativa di neurochirurgia presso l’Ospedale di Arco, in stretto contatto con l’U.O. del Santa Chiara;
  • se la razionalizzazione preveda di tagliare il numero di minuti assistenziali per paziente, già a un livello minimo per quanto riguarda le indicazioni della letteratura scientifica;
  • se sia ancora nelle intenzioni provvedere alla chiusura dell’Osservazione breve presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara, che produrrebbe come risultato o le dimissioni forse premature del paziente o il ricovero in reparti che sono già saturi;
  • quale sia la strategia che sottende alla richiesta di razionalizzazione della sanità pubblica con una riduzione di spesa di 120 milioni in quattro anni e il contestuale aumento del finanziamento alle strutture private convenzionate che passa da 20,4 milioni di euro nel 2018 a 22,8 milioni nel 2019, con un aumento dell’11,7%.