INFEZIONI OSPEDALIERE: UN NEMICO DA COMBATTERE

Destano allarme in tutto il mondo e anche in Trentino

Le infezioni ospedaliere sono la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria. Si contraggono durante il ricovero in ospedale, o si manifestano dopo le dimissioni del paziente. Sono infezioni che al momento dell’ingresso non erano rilevabili clinicamente, né erano in incubazione.

Secondo i dati riportati dal “Rapporto Osservasalute2018” in Italia, negli ultimi tredici anni, dal 2003 al 2016, il tasso di mortalità per infezioni contratte in ospedale è raddoppiato sia per gli uomini che per le donne, si è passati dai 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016. L’Italia conta il 30% di tutte le morti per sepsi nei 28 Paesi Ue.

L’incidenza delle infezioni ospedaliere fa lievitare i costi sanitari. Infatti ritardano le dimissioni ospedaliere, determinando un aumento dei costi di ospedalizzazione. Comportano inoltre un aumento dei costi di trattamento, come terapie farmacologiche e procedure, inclusi possibili interventi chirurgici e un aumento dei numeri delle indagini diagnostiche, di laboratorio, epidemiologiche e del tempo di assistenza medica, infermieristica e di gestione.

Lo studio di prevalenza ECDC a cui ha partecipato anche il Trentino, con i dati 2013, mostra una prevalenza di infezioni sul totale dei ricoveri intorno al 6%, che ci pone all’interno del range nazionale ma resta comunque alto e che ci deve far riflettere. Da qui la necessità di arginare l’incidenza delle infezioni ospedaliere, a tutela dei malati, degli operatori e per contenere la spesa sanitaria.

Abbiamo rivolto una serie di domande dettagliate alla Giunta provinciale, attendiamo la risposta.